La mostra personale di Jing Yu presso Madeinartgallery (Milano) presenta un corpus di opere recenti che indagano il concetto di mappa e paesaggio come rappresentazione simbolica e stratificata dell’identità contemporanea. Attraverso un processo minuzioso di incisione, pittura, applicazione materica e sovrapposizione di strati trasparenti, l’artista costruisce vedute immaginarie che evocano topografie mentali e città ideali. Le opere, racchiuse in teche in plexiglass colorato, generano un’interazione costante tra profondità e superficie, tra visibile e invisibile, tra razionalità urbanistica e impulso organico. Il riferimento alla cartografia si fonde con quello alla pelle, alla tessitura, al reticolo neuronale: ogni lavoro è una mappa emotiva e insieme una geografia del desiderio, un ideale di equilibrio tra ordine e caos.
L’allestimento, articolato in ambienti monocromi che valorizzano i contrasti tonali dei supporti e dei materiali, accompagna lo spettatore in un’esperienza immersiva e meditativa. La mostra si conclude con una selezione di opere opalescenti che rifrangono la luce, evocando l’utopia architettonica di una città che vive di riflessi e tensioni. In occasione dell’opening si è tenuto un concerto jazz dal vivo, in dialogo con la stratificazione musicale che permea l’approccio compositivo dell’artista.















